Balzi dell'Ora e Rifugio Duca degli Abruzzi

Corno alle Scale, 6 settembre 2013

 

Alberto ed io decidiamo di fare questa bella escursione al Corno alle Scale. La salita alla cima del Corno attraversi i Balzi dell’Ora è, a mio parere, l’escursione più bella, più panoramica e più “alpina” dell’Appennino Tosco Emiliano.

 

Lasciamo l’automobile al parcheggio antistante il Lago Cavone (vedi indicazioni stradali). Dal parcheggio vediamo in lontananza la meta del nostro percorso: la Croce di Punta Sofia.

Prendiamo il sentiero 337 che parte sulla destra del Cavone, ben indicato dalla segnaletica del CAI, che indica 1 ora e 30 minuti di percorrenza.

 

 

Aggiriamo il laghetto…

… e ci inoltriamo nel bosco.

Il sentiero parte in salita decisa nella parte all’interno del bosco. Il pendio si addolcisce quando il sentiero affianca e in più punti oltrepassa il Rio.

Quando si esce dal bosco, si entra nella bellissima Valle del Silenzio, sottostante la cresta del Corno.

Dopo pochi passi incontriamo il bivio per il Passo della Porticciola. Questa è una variante per salire fino alla Croce, passando appunto dal Passo della Porticciola e percorrendo un sentiero su prato erboso che affianca la pista da sci. La cosa curiosa di questo percorso è che sembra non finire mai. Infatti oltrepassato il Passo si vede la Croce, che rimane lì davanti a noi per tutta la salita: dà l’impressione di avvicinarvisi ma di non arrivarci mai.

Il Passo della Porticciola è la prima scappatoia che si incontra per chi non è convinto di voler fare i Balzi. La mancanza di convinzione poi può essere data sia dalla fatica che il percorso richiede, sia dalla paura di affrontare alcuni tratta un po’ esposti, ma soprattutto, direi, dall’incertezza sul tempo meteorologico. Sconsiglio di fare i Balzi con il rischio che piova perché i tratti su roccia diventerebbero pericolosi. Nel nostro caso le previsioni danno tempo nuvoloso ma niente pioggia per cui procediamo. Oltretutto le nuvole non sono poi così male, perché se ci fosse il sole sarebbe sicuramente molto caldo.

 

Tiriamo dritto per i Balzi dell’Ora lungo la Valle del Silenzio che, oltre che piacevole per il silenzio e il paesaggio, lo è per la presenza di tanti lamponi…

 … e mirtilli.

Al termine della Valle del Silenzio la nostra meta è più vicina, ma la parte più impervia e faticosa inizia adesso.

Raggiunto il crinale, c’è la seconda e ultima scappatoia per evitare i Balzi (oltre che tornare indietro ovviamente): la salita al monte La Nuda. Anche questo richiede la sua fatica, ma il percorso è meno impervio dei Balzi e il monte La Nuda è più basso del Corno.

Noi procediamo per i Balzi (sentiero 129) da veri Escursionisti Esperti…

Raggiungiamo presto il tratto più esposto del sentiero. Si tratta di un punto costituito da rocce a forma di scalini con uno strapiombo sia a destra sia a sinistra. E’ un tratto da attraversare con un po’ di cautela.

Più avanti il sentiero presenta altri punti un po’ esposti e in cui bisogna arrampicarsi sulle rocce, ma quello appena superato è il più difficile per chi soffre di vertigini. Tra questi tratti tuttavia il sentiero è facilmente percorribile e intanto la Croce si avvicina.

Nelle soste per prendere fiato godiamo di tutto il panorama intorno. Vediamo il sentiero che possa la Passo della Porticciola, che si infila proprio di fianco a quell’estremo spuntone di roccia.

 

E diamo una controllata alla nostra automobile lasciata giù al parcheggio. La mia piccola compatta tuttavia proprio non ce la fa a mettere a fuoco oggetti tanto distanti.

 

Nei tratti più ripidi su roccia anni fa c’erano delle corde per agevolare la salita, ora sono rimasti solo i ferri ai quali le corde erano ancorate, mentre le corde sono sparite.

In altri tratti sono stati costruiti dei comodi scalini.

Finalmente arriviamo alla Croce. Abbiamo impiegato 1 ora e 40 minuti.

 

Alla Croce ci riposiamo, facciamo una foto di rito…

… e puntiamo alla nostra seconda meta: la polenta… ehm, voglio dire il Rifugio Duca degli Abruzzi (ben visibile sulla destra del monte Cupolino).

 

Percorriamo il sentiero di crinale (numero 00) verso il Lago Scaffaiolo, che viene dato a 1 ora di cammino.

Scendiamo fino al Passo dello Strofinatoio.

Dallo Strofinatoio fino al Rifugio il sentiero è abbastanza pianeggiante. La Croce è ormai lontana alle nostre spalle quando arriviamo al Rifugio Duca degli Abruzzi al Lago Scaffaiolo.

Sarà per la fame… abbiamo impiegato un po’ meno del previsto: 50 minuti.

La polenta con funghi e cinghiale è buona e soprattutto meritata.

Mentre pranziamo, al di fuori le nuvole si chiudono completamente e comincia a piovere.

Ripartiamo dando prima una rapida occhiata al Lago Scaffaiolo.

Per fare prima decidiamo di scendere per la strada carrozzabile che dal Rifugio scende fino al Parcheggio degli impianti sciistici.

Nei pressi del muro di contenimento delle acque, continuiamo a percorrere la strada carrozzabile, comoda ma poco suggestiva dal punto escursionistico. Con altre condizioni meteo da qui saremmo potuti salire al Rifugio Rocce e scendere per il Passo della Porticciola.

Infine arriviamo nella strada asfaltata poco prima della galleria sotto cui passa la pista da sci che porta al Pian di Pattane.

 

 

All’arrivo al parcheggio la pioggia è forte e incessante. Fenomeno che purtroppo è frequente al Corno, anche in estate e anche quando a Bologna splende uno splendido sole e a raccontarlo la gente non ci crede che abbiamo preso tanta acqua.

E' uno splendido giro e ne vale proprio la pena!!!

Nelle immagini seguenti l'itinerario è evidenziato in giallo

Mappa dell'itinerario
Mappa dell'itinerario
Itinerario dal satellite
Itinerario dal satellite
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Commenti: 6
  • #1

    Andrea (olgaritmo@yahoo.com) (mercoledì, 20 gennaio 2016 15:52)

    Stavo cercando delle informazioni sui sentieri da fare nel Bolognese per questa estate (2016). Volevo davvero farti i complimenti perché il tuo sito e le tue indicazioni sono le uniche che mi sembrano davvero valorizzare queste montagne bellissime quanto sottovalutate! Grazie di cuore anche per l'energia e la voglia di camminare, vedere e preservare che comunichi!
    Andrea

  • #2

    Gianluca (mercoledì, 20 gennaio 2016 16:19)

    Grazie davvero, Mi fa molto piacere quello che scrivi. Purtroppo, con gli impegni familiari, ho così poco tempo da dedicarci (e poco tempo anche per fare le escursioni...). Devo ancora registrare l'ultima bellissima escursione ad anello fatta al Corno, ma con incoraggiamenti come il tuo cercherò di trovare il tempo necessario.

  • #3

    Francesca Lelli (mercoledì, 17 agosto 2016 02:55)

    Utilissima questa pagina.Grazie davvero tanto!!!

  • #4

    Simone innocenti (mercoledì, 31 maggio 2017 09:24)

    Buongiorno amici , non capisco perché indicate monte nuda e passo della porticciola che si trovano in tutt'altra zona mi farebbe piacere avere delucidazioni. Comunque complimenti per quanto pubblicato che risulta molto ben fatto

  • #5

    Gianluca (mercoledì, 31 maggio 2017 11:27)

    Nuda e Porticciola sono nomi molto comuni in montagna. Nuda per esempio indica un posto privo di alberi. Quelli che conosci tu sono in un'altra zona forse. Quelli di cui parlo io sono nell'area del Corno alle Scale. Ciao

  • #6

    Eugenio (domenica, 25 ottobre 2020 08:33)

    Ottima e utile descrizione, davvero grazie

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